La Tobin Tax profuma di lavanda (3)

Scritto il alle 09:27 da signor ernesto


Veniamo da qui:

http://contromercato.borse.it/2012/10/13/la-tobin-tax-profuma-di-lavanda/

http://contromercato.borse.it/2012/10/14/la-tobin-tax-profuma-di-lavanda-2/

Riprendiamo i punti in discussione:

A) Il processo , le relazioni di scambio tra operatori, è migliorato?
B) Questo processo è propedeutico ad una crescita economica?

A) A fronte di quanto scritto in precedenza, pare difficile dare parere positivo al punto in discussione. Forse potremmo intuire un miglioramento del processo di scambio tra operatori ad alta frequenza, comprensibile vista la diffusione ed il peso percentuale sulle transazioni complessive (80% circa nei mercati più liquidi? Un po’ meno?). Avranno imparato a “parlare”, più o meno, la stessa lingua.

Difficile immaginare uno scambio egualmente soddisfacente con il 20% circa rimanente, gli operatori “tradizionali”. Il diverso linguaggio di questi ultimi (schiera della quale io faccio parte, probabilmente per miei limiti culturali e\o cognitivi) è espresso chiaramente dalle riflessioni espresse sul New York Times
da Paul Krugman, un criticabilissimo Premio Nobel.

“The stock market is supposed to allocate capital to its most productive uses, for example by helping companies with good ideas raise money. But it’s hard to see how traders who place their orders one-thirtieth of a second faster than anyone else do anything to improve that social function… we’ve become a society in which the big bucks go to bad actors, a society that lavishly rewards those who make us poorer.”

“New York Times. (2009). “Rewarding Bad Actors.”

Traduco come posso:

“Il mercato azionario si suppone indirizzi il “capitale” verso un utilizzo il più produttivo possibile. Ad esempio aiutare chi ha buone idee a raccogliere il denaro per svilupparle. E’ difficile riscontrare questa funzione sociale in coloro che mettono e tolgono ordini in un trentesimo di secondo, più veloci di chiunque altro”

Paul Krugman si aggancia direttamente al secondo punto in discussione, il processo di scambio è propedeutico ad una crescita economica?? Ovvio che per l’80% che lavora nei mercati ad 1\30 di secondo la risposta è “SI’”. Uno su tutti, John H. Cochrane http://en.wikipedia.org/wiki/John_H._Cochrane Economista della famosa scuola di Chicago e impiegato nel fondo speculativo AQR. Altrettanto ovvio che la risposta sia “NO” per quel famoso 20% che tenta di investire con orizzonti e modalità tradizionali.

Inciso:

“il trading ad alta frequenza impatta positivamente sulla volatilità ed una limitazione dello stesso, tramite tassa sulle transazioni finanziarie, causerebbe un forte incremento della stessa. Questo stiamo leggendo ovunque in questi giorni. E’ falso. Una tonnellata e 1\2 di ricerche accademiche parrebbe sancire un aumento della volatilità di lungo termine come causa della presenza sui mercati del trading ad alta frequenza. Ritorniamo al discorso già fatto; quando tutto è tranquillo è probabile che gli agenti automatici concorrano ad una formazione del prezzo efficiente ma, poiché questa formazione è subordinata al profitto che da essa deriva, quando nulla è tranquillo la volatilità è superiore alla “norma”, ove per norma si intende assenza di algoritmi sul mercato. La media di lungo periodo riferita alla varianza, sta aumentando di valore. E badate bene, è arduo dire che questo andamento coincida con una minore efficienza di mercato. Volatilità non vuol dire minore efficienza. Vuol dire che, esemplificando, il valore di un portafoglio tradizionale di strumenti tradizionali tenderà ad avere escursioni più ampie di quanto non ne avesse in passato. Che questo scoraggi investimenti di largo respiro è plausibile e forse lecito supporlo”

Fine inciso.

“Il mercato azionario si suppone indirizzi il “capitale” verso un utilizzo il più produttivo possibile. Ad esempio aiutare chi ha buone idee a raccogliere il denaro per svilupparle. E’ difficile riscontrare questa funzione sociale in coloro che mettono e tolgono ordini in un trentesimo di secondo, più veloci di chiunque altro”

Il mercato azionario pur essendo lasciato libero ha espresso un miglior processo di scambio e tale processo ha coadiuvato la crescita economica?

Ripeto i concetti espressi non solo per l’arteriosclerosi che oramai mi devasta ma anche per tentare di trovare, di volta in volta, una sola ragione per rispondere “SI’”. Vanamente confesso. Più rifletto più considero i tempi maturi per una regolamentazione seria del settore finanziario.

Non c’è traccia di crescita economica. Non c’è traccia di uniformità nel processo di scambio. Ritengo la Tobin Tax simile al limitatore di giri che evita il grippaggio dei motori sportivi moderni. Un limitatore tardivo poiché la lancetta è da un pezzo in “zona rossa” e se siamo a lottare tutti i santi giorni per conservare un tetto, un posto di lavoro, una famiglia unita, un vivere civile in genere, evidentemente così è.

[……….]

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1 commento Commenta
ll64
Scritto il 16 ottobre 2012 at 16:44

ma…sig.ernesto….
suvvia – ancora con la tobin-kriminal-defout-tassa-solo-sui-poveri-tax.
eddaii!! ormai i tuoi amichetti, che hanno rubato tutto, perfino gli estimi esatti per definire le corrette compravendite degli immobili, l’hanno introdotta e adesso non ci resta che 1) cessare di tradare – 2)esportare il capitale – cosa che certamente a lungo termine faremo.
il muro di berlino delle imposizione della cooperazione rafforzata può solo impoverire la zona URSE (Unione delle Repubbliche Socialiste Europee), non fermare il resto del mondo che intanto progredisce e si sviluppa.
quanto alle HFT, si prenda una pillolina e si tranquillizzi: dove esiste ancora il mercato libero le HFT continueranno ad imperversare, dove il mercato non ci sarà più, anche il prezzo della carne calerà, ma solo di quella nostrana.

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