La Tobin Tax profuma di lavanda (2)

Scritto il alle 08:43 da signor ernesto

Veniamo da qui: http://contromercato.borse.it/2012/10/13/la-tobin-tax-profuma-di-lavanda/

Ho deciso di dividere in più parti “il pezzo” per comporre un minimo, indispensabile background teoretico, utile a comprendere pienamente quel che segue.

Premessa

“Quel che segue” mira a contrastare le tonnellate di pattume mediatico che hanno invaso il web, partorite da bande di improvvisati esperti economisti, esperti preveggenti, esperti statistici, esperti matematici, esperti operatori di borsa e esperti politici che, all’unisono, hanno scaricato milioni di pixels aventi come unico argomento la tassa sulle transazioni e come unico scopo il discredito di questa. Il che sarebbe assolutamente lecito se, ognuno di questi presunti esperti, non avesse chiari interessi in palese conflitto con gli efffetti che una diminuzione delle transazioni potrebbe causare.”

Eravamo rimasti a:

“il settore finanziario, se lasciato libero di adattarsi alle necessità interne ed esterne, attraverso la creazione di nuovi strumenti e nuove tecniche transattive, non può che migliorare le relazioni di scambio tra gli operatori coadiuvando il processo di crescita economica.”
Dunque, il settore finanziario è stato lasciato libero, liberissimo direi, di “adattarsi”. E’ stato lasciato libero, liberissimo direi, di creare nuovi strumenti e nuove tecniche transattive, la gara alla prossimità per arrivare sul mercato target con la maggiore velocità possibile è di agevole constatazione; la modellazione di algoritmi atti ad esaltare la velocità fisica di “ingresso” anche.
Due punti del corollario sono esauditi. Rimane da chiarire se, effettivamente, siano stati esauditi i rimanenti che identifichiamo in;

A) Il processo , le relazioni di scambio tra operatori, è migliorato?
B) Questo processo è propedeutico ad una crescita economica?

Punto A:
il processo di scambio è “apparentemente” migliorato quando il mercato è “tranquillo”. Difficile non vedere esaudita una proposta di negoziazione. Tutto sta a piegarsi al prezzo “imposto” dagli agenti automatici che, con ammirevole solerzia, ti guidano nel book anticipando le tue proposte se giudicate offensive o insoddisfacenti. Sensibili questi softwares. Ti consigliano sovente di comprare direttamente la proposta in lettera, sovente molto più cara che, a differenza della proposta in denaro è li, immobile. Ti strizza l’occhio ammiccando sussurrando “comprami tesoro”.

Intermezzo al punto A:

molti, per evidenziare quanto perniciosa sia la terribile Tobin Tax, portano ad esempio il mercato svedese che ha visto una temporanea applicazione della tassa. “Gli svedesi la hanno subito eliminata perchè i loro volumi erano crollati!!! Anatema su di voi sostenitori del pensiero di James!!!”

Il “mercato svedese”, forse a molti sfugge, non è che sia mai stato un granchè liquido. Per farvi capire, l’indice di borsa italiana, nel 2007, quindi ante crisi, copriva da solo i mercati di:

Svezia
Finlandia
Islanda
Danimarca
Tallin
Riga
Vilnius

Hanno tolto la Tobin perchè i market makers non esponevano più denaro lettera su Electrolux ed il circolo delle casalinghe “investi nel tuo lavoro, compra azioni del tuo aspirapolvere” protestò con veemenza. O qualcosa del genere immagino. Non credo sia un esempio calzante la Svezia, con tutto il rispetto.

Fine Intermezzo punto A

Stavamo dicendo che, quando il mercato è tranquillo, il processo di scambio tra operatori è migliorato, a patto di piegarsi ai suggerimenti dei softwares automatici. I problemi arrivano quando il mercato non è tranquillo possiamo osservare il noto fenomeno “PATATA BOLLENTE”, così denominato in parte per richiamare visivamente a frenetico passaggio di mano in mano di un oggetto incandescente lanciato ad un gruppo di persone, in parte ispirato all’omonimo film hardcore dove la protagonista riceve inesorabili “attenzioni” da parte dell’intero cast maschile. Auguratevi di non essere protagonsti durante la trasmissione di “Hot Potato” nel mercato di vostro interesse

I softwares ad alta frequenza agiscono in forma “direzionale” sulla liquidità. La incrementano virtualmente seguendo la direzione di mercato.

Ma, se la liquidità reale segue una direzione decisa (un esempio su tutti, il flash crash sui mercati americani il 6 maggio 2010), l’anticipo degli stessi amplifica la direzione rendendo impossibili gli scambi. Un effetto assimilabile ad i vuoti d’aria sperimentabili durante viaggi in aereo. Si passano la “patata” così in fretta da saltare le mani “umane”.

Esempio di quel che accadde nell’immagine allegata, tenendo presente che trattasi di stumenti considerati universalmente liquidissimi. Un fenomeno simile è accaduto sul mercato indiano pochi giorni orsono. Come allora si parla di “fat finger”..come se qualcuno potesse ancora crederlo.

Riferimento:
The Flash Crash: The Impact of High Frequency
Trading on an Electronic Market
Andrei Kirilenko
Mehrdad Samadi
Albert S. Kyle
Tugkan Tuzun
May 26, 2011

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