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Eugene Fama: se un economista possedesse la formula per prevedere catastrofi..

Scritto il alle 22:48 da signor ernesto

…..con una settimana di anticipo, i mercati crollerebbero la settimana prima.

L’informazione diverrebbe inutile, verrebbe inglobata e contribuirebbe a quella forma di efficienza forte\debole che vede superfluo l’esercizio della previsione a scopo di profitto a fronte di un egualmente probabilistico buy&hold.

Ovvero, far più soldi del mercato è piuttosto improbabile.

Io non so se Fama è a lavoro ultimamente ma, se lo fosse, probabilmente non è felice.

Per la prima volta, da 60anni a questa parte, il mercato più liquido del mondo è prevedibile.

Non è efficiente.

Le informazioni passate costituiscono una valida previsione per il futuro.

Il prossimo mese, con una discreta probabilità, in barba a teorie e controteorie(perchè cadono pure quelle) a firma del gotha dell’econometria mondiale, la all of fames dei cattedratici di sempre in materie economico finanziarie, se le cose non cambiano nel giro di poche ore i mercati crolleranno in maniera drammatica.

Fallimenti di Stati, Banche, Stati, Banche e Stati, Banche e….poi gli altri..in ordine più o meno casuale.

Per la prima volta, in 60anni, lo Standard&Poors 500 si è “autocorrelato” in maniera statisticamente significativa su time frame mensile.

Mettiamoci un Leverage Effect (quando le quotazioni scendono-> i debiti rimangono costanti nel breve periodo -> il rapporto debito/quotazione (leverage) cresce -> il futuro della società diventa più incerto -> le quotazioni azionarie diventano più volatili.

L’effetto leverage implica una asimmetria nel volatility clustering sui mercati
azionari: la volatilità è più elevata in seguito a rendimenti negativi rispetto a quella successiva a rendimenti positivi-> l’autocorrelazione fra i rendimenti di ieri e il quadrato dei rendimenti di oggi sarà elevata e di segno negativo.) statisticamente significativo anche esso (ed anche la concomitanza è una novità assoluta da sempre) e la previsione, per ottobre, è bella e fatta.

Sembra di assistere, in maniera distorta, ad un gigantesco Madoff Scheme Show dove al posto dei rendimenti positivi e truffaldini del Fondo ci sono i rendimenti negativi del mercato più liquido al mondo e, al posto dell’adulterata bassa volatilià, effetto della truffa piramidale, una volatilità, un rischio, elevatissimi.

Questo è dovuto, se l’impianto teorico cui sopra è minimamente corretto, alla scarsa liquidità degli investimenti. Proprio come accade per gli Hedge Funds, i Governi e l’High Frequency Trading giocano con un pallottoliere enorme e tre palline scarse. Tanto scarse che i primi hanno lasciato che la volatilità uscisse dal controllo artificiale delle varie manovre di Quantitative Easing, i secondi ed attori di contorno, tra un flash crash e l’altro, hanno spinto troppo sull’acceleratore dei profitti da catastrofe, incastrandolo.

“Esiste un’ampia letteratura accademica che affronta questo problema. Ad esempio possiamo citare l’articolo “An Econometric Model of Serial Correlation and Illiquidity in Hedge Fund Returns” di Getmansky, Lo e Makarov pubblicato nella rivista Journal of Financial Economics nel 2004. Gli autori sostengono che i rendimenti degli hedge funds o di altri investimenti alternativi sono spesso correlati serialmente a differenza dei rendimenti ottenibili da veicoli d’investimento più tradizionali come portafogli di azioni e obbligazioni, oppure fondi d’investimento tradizionali. La presenza di una significativa correlazione seriale (anche nota come autocorrelazione) su serie temporali come i rendimenti mensili di un fondo implica la stabilità dei valori osservati, per cui ogni valore è influenzato da quello precedente e determina in parte rilevante quello successivo. In altre parole, si sale sempre o quasi. Nell’articolo i ricercatori sostengono che la spiegazione più plausibile dell’elevata correlazione seriale nelle performance dei fondi hedge è legata all’illiquidità degli investimenti, ovvero ad investmenti in strumenti che non sono scambiati attivamente e per i quali i prezzi di mercato non sono sempre disponibili. Per portafogli di strumenti illiquidi, i rendimenti che vengono riportati tenderanno ad essere più “morbidi”, il che contribuirà a sottostimare la volatilità effettiva aumentando dunque il livello delle statistiche rischio/rendimento, quali lo Sharpe ratio.”

Ma..c’è un ma.

Mancano 7 giorni alla fine di settembre. E l’anomalia, la fine dei mercati efficienti, l’alta autocorrelazione di rendimenti mensili ed effetto leverage, apprezzabili solo a time frames assolutamente inferiori (minuti, a volte ore, a volte giorni su finestre temporali corte) potrebbe rientrare.

Se così non fosse, settembre è figlio di agosto e partorirà un ottobre a sua immagine e somiglianza.

Io credo che il mercato ritroverà un equilibrio di efficienza.

O in un modo che presuppone un rialzo di grandi proporzioni..stile primi anni 60 dove abbiamo osservato una situazione “simile” o, eliminando l’infezione espellendo il virus del debito. E con lui gran parte degli untori.

  • —————————————————————————————————————————————————————
    Autocorrelazione rendimenti (lag 1) rolling 12 mesi su time frame mensile in giallo.
    Correlazione seriale rendimenti,rendimenti^2 (lag 1) rolling 12 mesi su time frame mensile in azzurro (Leverage Effect).
  • Vix su time frame mensile.
  • Bartlett test per la significatività al 95%

Il fenomeno è presente sulle maggiori banche europee ad identico time frame

Saluti,

ps: modelli di pricing, di stima della volatilità, di previsione econometrica, per quanto complessi, sono, in questo momento, assolutamente indaffidabili. Opinione personale dell’autore, barbiere.

ps2: spargiamo la voce, non sia mai che, come da incipit, Fama avesse ragione..

 

Link con immagini: http://www.finanzaonline.com/forum/econometria-e-modelli-di-trading-operativo/1345467-eugene-fama-se-un-economista-possedesse-la-formula-per-prevedre-catastrofi.html

Mai come ora è fondamentale che l’Unione Europea si riconosca in un unico inno.

Il Kuli Kuli

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